Interviste TV e premi letterari

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giovedì 27 settembre 2012

XXVII Edizione del Premio Nazionale Histonium

 
PREMIO SPECIALE UNICO per la PUGLIA AL ROMANZO “IL SILENZIO” DI FRANCESCA DRAISCI
 
 
VEDI IL VIDEO IN ALTO "You Tube"
 

venerdì 24 febbraio 2012

AVVISO

Da questo momento il libro “Il Silenzio” di Francesca Draisci con una nuova veste grafica e la nuova Casa Editrice Tracce è presente nei cataloghi online. L'utente interessato può ordinarlo via web sui siti indicati in alto a sinistra

Grazie

Recapito autrice

domenica 9 ottobre 2011

PREMIO SPECIALE GIOVANI AL ROMANZO “IL SILENZIO” DI FRANCESCA DRAISCI

LA CERIMONIA DI PREMIAZIONE SI E' SVOLTA IL 09 OTTOBRE 2011 ALLE ORE 15.30 PRESSO IL TEATRO MALATESTA DI MONTEFIORE CONCA (RIMINI).


sabato 9 luglio 2011

PREMIO "SATURO D'ARGENTO"













RICONOSCIMENTO SPECIALE DI MERITO 
AL ROMANZO "IL SILENZIO" DI FRANCESCA DRAISCI.
LA CERIMONIA DI PREMIAZIONE FINALE SI E' SVOLTA
IL 09 LUGLIO 2011
PRESSO IL CASTELLO MUSCETTOLA DI LEPORANO (TA)

lunedì 14 marzo 2011


INTERVENTO FATTO A RIGNANO GARGANICO IL 14/03/2011
Un saluto tutti,
ringrazio tutti coloro che sono intervenuti oggi nella presentazione di questo mio primo libro. E un ringraziamento lo devo fare anche a voi qui presenti, per aver accettato il mio invito a partecipare all’evento.
Mi sento una ragazza come tante, come tutte le altre. Sono contenta di essere nata e cresciuta in un paesino tranquillo come Rignano. Forse in fondo in fondo è grazie anche a questo che è nata e si è sviluppata la mia passione per la lettura prima e la scrittura poi. Passione che poi mi ha portato pian piano a scrivere “Il silenzio”. Non so, non posso sapere se vivere in una città avrebbe potuto ostacolare o accrescere la mia passione, ma so che un pizzico di importanza l’ha avuta anche Rignano.
Oltre alla tranquillità, altri sono i motivi di questa mia passione. Primo tra tutti la serenità familiare in cui vivo, in cui posso dar voce ai miei sentimenti ed essere ascoltata, consigliata, amata e rispettata. Sappiate che è tanto, tantissimo per noi giovani, avere accanto qualcuno sempre pronto ad ascoltarti.
E, infine, non ultimo però, credo che la stesura di questo romanzo sia dovuta anche e soprattutto alla costante e intensa lettura di tanti bei libri. Libri che mi hanno saputo insegnare tanto della vita, mi hanno saputo, nel loro piccolo, far crescere nelle esperienze degli autori per poter navigare con loro in mondi senza fine ed incredibilmente fantastici. Non so se potete capire quanto è bello trovarsi tra le mani un bel libro, uno di quelli  con migliaia di parole. Non so se potete capire il soave profumo che percepisco ogni qualvolta apro un libro. E non so se potete capire quanto è bello essere qui tra voi per poter parlare e, soprattutto, presentarvi questa mia piccola opera che spero vi possa rendere felici. E vi possa far sorridere. Anche se per un attimo. E sappiate che, secondo un grande della musica italiana, “nel silenzio anche un sorriso può far rumore”. Una frase che Lara forse dovrà ancora capire.
Grazie! 
                                        Francesca Draisci

mercoledì 23 febbraio 2011

FOCUS

Il romanzo ricostruisce la storia della protagonista con una prosa discorsiva in cui non mancano spunti narrativi riflessivi.

LARA E IL DISAGIO DI UNA FAMIGLIA DOPO IL LUTTO

DARE VOCE AL SILENZIO DI UNA ADOLESCENTE

           La freschezza adolescenziale di Francesca Draisci è molto simile a quella della giovanissima Lara, protagonista de “Il silenzioromanzo edito da Enzo Nocera, con la prefazione dello scrittore Leonardo Tartaglione. Ma a parte questo dettaglio, Lara vive il disagio di una famiglia sgretolatasi a causa della morte prematura della madre, ma soprattutto a causa dell’incuria affettiva riservatale dal padre, incapace di qualsiasi gesto di comprensione e d’amore verso la figlia. Lara nel frattempo vive se stessa, i ricordi e i suoi amori. Cresce, matura, comprende la natura dei tanti perché che le sono stati taciuti e nascosti fino a quando si chiude (come suo padre, ma diversamente) nel silenzio, estremo atto di difesa dalle parole della vita. Il tutto si sviluppa attraverso una prosa discorsiva dove non mancano spunti narrativi densamente riflessivi intervallati da un dialogare semplice, ma efficace. Insomma, un esordio senz’altro positivo che ha visto l’autrice presentare il suo libro in anteprima presso l’ITIS “L. Di Maggio”, la scuola che frequenta a San Giovanni Rotondo, lo scorso 22 dicembre. Nel frattempo sono previste altre presentazioni già a partire da questo mese presso l’Associazione Culturale Pensionati Statali di San Severo. Un’altra dovrebbe tenersi presso la Sala Consiliare del Comune di Rignano Garganico il prossimo 14 marzo, dove è previsto anche l’intervento del Provveditore dell’Ufficio Scolastico Provinciale Giuseppe De Sabato.
                                                                                                                   
                                                                                                Lucio P. Toma

martedì 22 febbraio 2011

Quotidiano l’Attacco di San Severo
Martedì 22 febbraio 2011      CLASSE 1996 / LA STORIA
IL SILENZIO” di Francesca Draisci
GIOVANE SCRITTRICE DI TALENTO A SOLI 14 ANNI
L’autrice: “Così racconto i miei stati d’animo e le mie idee”

C’è sempre, per ogni anno che conti, chi viene e chi va, chi sale e chi scende, chi vince e chi perde. Metaforicamente, com’è la vita, è un esempio l’Anno Domini 1996, del Topo secondo il calendario cinese. Mentre Israele e OLP (Organizzazione per la liberazione della Palestina) firmavano l'accordo di Sharm el Sheik, l’Ulivo di Romano Prodi vinceva le elezioni, la Juventus la sua seconda Coppa Campioni e la mulatta Danny Mendez il titolo di Miss Italia. Intanto, alla ribalta mondiale salivano i versi di Wislawa Szymborska, Nobel per la letteratura, proprio quando Francesca Draisci, ignota neonata, emetteva i suoi primi vagiti su quel Gargano cantato con nostalgia da Joseph Tusiani e illuminato dalla santità di San Pio. E, come questi esempi illustri, Francesca Draisci ha respirato spiritualità e amore per la sua terra, si è nutrita di parole, ha toccato posti, sognato volti. “La sua vocazione letteraria è nata ed è cresciuta attraverso la costante ed intensa lettura delle opere di affermati scrittori” – si legge in quarta di copertina de “Il silenzio”, il suo romanzo d’esordio. Per ironia della sorte, se la poetessa polacca scriveva: “A prescindere da quanto si e' vissuto/e' bene che il curriculum sia breve./E' d'obbligo concisione e selezione dei fatti”, Francesca Draisci è altrettanto essenziale quando parla di sé. Sono una ragazza di quasi 15 anni, nata a San Giovanni Rotondo, dove frequento il primo anno dell’ITIS “L. Di Maggio”, ma vivo a Rignano Garganico. Mi sono licenziata con il massimo dei voti dalla scuola media. Ho partecipato più volte ai Giochi Matematici organizzati dalla Bocconi di Milano e ai Giochi Kangourou ottenendo buoni risultati”. Si sbaglia chi confonde l’educata riservatezza di questa ragazzina acqua e sapone (e se ne vedono sempre meno) con la timidezza. Francesca è sicura del fatto suo, è creativamente ligia al dovere scolastico e al piacere extrascolastico, due facce di quella medaglia chiamata vita. Senza trucco, né inganno Francesca afferma: “La mia giornata è principalmente occupata dagli impegni scolastici, scuola e studio”. E a tal proposito aggiunge: “In generale a me piacciono tutte le materie scolastiche ed in tutte mi impegno in egual misura. Se devo fare una scelta, però, preferisco la matematica, le scienze, l’inglese e la storia”. Ma, come si diceva, la sua vita non si esaurisce soltanto dentro le mura scolastiche. Anzi, al di fuori di esse vi sono un coacervo di interessi soggetti a passioni forti, perché Francesca non ama annoiarsi o stare senza far niente. “Cerco sempre di dedicarmi a qualcosa – dice - che possa interessarmi. In primo luogo, mi piace leggere. Nel tempo libero guardo la televisione, gioco al computer e navigo in Internet. Mi piace anche cantare, infatti faccio parte di un coro”. Insomma, nulla di così diverso dai tanti suoi coetanei, a parte il coraggio di mettersi in gioco magnificamente con le parole e i numeri. E con la sua faccia e la sua voce. Ma da dove nasce la sua passione per eccellenza, la scrittura? Per rispondere occorre partire da più lontano, “da quando – riferisce - ho imparato a leggere, ho amato la lettura. Quindi, potrei dire che questo mio interesse è nato già da quando avevo sei o sette anni, quando leggevo semplici racconti o libri per bambini. Pian piano questa passione è maturata ed è cresciuta fino a farmi leggere e apprezzare anche i libri più impegnativi. La scrittura è venuta dopo. Ho scoperto, infatti, che attraverso questo mezzo riesco a comunicare le mie emozioni, i miei stati d’animo, i miei sentimenti, le mie idee. Fin dalla scuola elementare, creare una storia attorno ad un personaggio era il mio più grande divertimento. Ho coltivato questa passione. Grazie ad essa è nato il mio primo libro”. Le difficoltà maggiori sono legate proprio alla ristrettezza dei tempi, alle incombenze quotidiane, che tolgono spazio ed energie utili ai sogni, ai pensieri, alle trame. Tant’è che ammette la stessa: “È difficile soprattutto in inverno, quando mi dedico principalmente alla scuola, trovare il tempo per scrivere. Di solito preferisco farlo in estate. Proprio in estate, infatti, ho scritto “Il silenzio”. Ho iniziato a scrivere questo libro improvvisamente, nel vero senso della parola. Dopo la lettura del libro di Paolo Giordano, ho avuto il desiderio di mettermi alla prova. Volevo scoprire quali sono i sentimenti e le emozioni di uno scrittore. Mi sono messa davanti al computer e ho iniziato a scrivere una parola dietro l’altra, finché l’idea è diventata più concreta. A dir la verità non credevo davvero di riuscire a scrivere un romanzo, eppure mi accorgo che realmente l’ho realizzato”. Se questa è stata la genesi dell’opera prima, quali le contaminazioni autobiografiche? Francesca è chiara come la sua età: “ve ne sono poche, ma non mancano i tratti che sono presi direttamente dai ricordi dell’io bambina. Si tratta, appunto, delle situazioni di quando Lara (la protagonista) era piccola o nella prima adolescenza. Certamente ce ne sono anche nella seconda parte della sua vita, quella da adulta. A dir la verità sono semplici azioni di minima importanza, che risultano invisibili agli occhi di una persona che non mi conosce bene. Insieme alla storia, non autobiografica, rendono maggiormente l’idea che voglio trasmettere”. Nel frattempo, Francesca Draisci semina sogni sul suo futuro, vaghe pretese, promesse azzardate: “So che ora mi aspettano cinque anni di scuola superiore e in quest’arco di tempo potrò pensare meglio a ciò che fa per me, a quello che voglio diventare. Penso che dopo la scuola frequenterò l’Università, precisamente non so quale facoltà. Forse Ingegneria proprio come Lara, ma nulla di certo. Riguardo alla carriera letteraria, non voglio fare dello scrivere la mia risorsa per vivere. Voglio e desidero che resti semplicemente una passione da coltivare”. Semplice, come lei.
                                                                                    Lucio P. Toma